Il mito dell'antisemitismo fascista
Marie-Anne Matard-Bonucci, L’Italia fascista e la persecuzione degli ebrei, il Mulino, Bologna 2008, pp. 514.
di Giovanni Sedita
Settant’anni fa, il 14 luglio 1938, «Il Giornale d’Italia» pubblicava il Manifesto della razza e in autunno già venivano promulgate le prime leggi antisemite. Settant’anni dopo, fortunatamente, si può osservare che «non vi è quasi nulla […] che il lettore desideroso d’informazioni non possa trovare nelle librerie o nelle biblioteche» sulla tragedia della persecuzione degli ebrei italiani. Tuttavia fa parte della deontologia dello storico non lasciar tramontare, né dopo settant’anni né mai, il drammatico interrogativo: «Perché il governo fascista scelse, nel 1938, di discriminare gli ebrei? […] Perché una popolazione, che a eccezione di una minoranza non era particolarmente ostile agli ebrei, fu testimone e spesso complice delle persecuzioni?». Continua
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Il diario di un partigiano
Bruno Trentin, Diario di guerra (settembre-novembre 1943), con una introduzione di Iginio Ariemma e una postfazione di Claudio Pavone, Donzelli, Roma 2008.
di Carlo Verri
Bruno Trentin si è spento il 23 agosto 2007; da quella data si è andato manifestando, nel dibattito pubblico e nei luoghi della produzione culturale del Paese, un certo interesse per la figura dell’ex-leader della Cgil. Per esempio, la Fondazione Di Vittorio ha dato vita ad un “gruppo di lavoro Bruno Trentin” con il compito di studiare il personaggio e la sua opera, oltre che di predisporre gli strumenti atti a consentire la ricerca altrui. Sono già usciti - presso Ediesse nel 2008 - due volumi frutto di tale operazione: Bruno Trentin. Dalla guerra partigiana alla Cgil (atti di un convegno) e, di Bruno Trentin, Lavoro e libertà. Continua
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