Italy Humanities & Social Sciences Online
ISSN 2035-1208

Anno I Numero 1 - Novembre 2008

 

Sommario. RECENSIONI: M.A. Matard-Bonucci, L'Italia fascista e la persecuzione degli ebrei; B. Trentin, Diario di guerra; G. Scholem - L. Stauss, Lettere dall'esilio; R. Romeo, Cavour e il suo tempo. INTERVISTE: Il Web e la storia. Intervista a Paul Arpaia.

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Il mito dell'antisemitismo fascista

 

Marie-Anne Matard-Bonucci, L’Italia fascista e la persecuzione degli ebrei, il Mulino, Bologna 2008, pp. 514.

 

di Giovanni Sedita

 

Settant’anni fa, il 14 luglio 1938, «Il Giornale d’Italia» pubblicava il Manifesto della razza e in autunno già venivano promulgate le prime leggi antisemite. Settant’anni dopo, fortunatamente, si può osservare che «non vi è quasi nulla […] che il lettore desideroso d’informazioni non possa trovare nelle librerie o nelle biblioteche» sulla tragedia della persecuzione degli ebrei italiani. Tuttavia fa parte della deontologia dello storico non lasciar tramontare, né dopo settant’anni né mai, il drammatico interrogativo: «Perché il governo fascista scelse, nel 1938, di discriminare gli ebrei? […] Perché una popolazione, che a eccezione di una minoranza non era particolarmente ostile agli ebrei, fu testimone e spesso complice delle persecuzioni?». Continua

 

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Il diario di un partigiano

 

Bruno Trentin, Diario di guerra (settembre-novembre 1943), con una introduzione di Iginio Ariemma e una postfazione di Claudio Pavone, Donzelli, Roma 2008.

 

di Carlo Verri

Bruno Trentin si è spento il 23 agosto 2007; da quella data si è andato manifestando, nel dibattito pubblico e nei luoghi della produzione culturale del Paese, un certo interesse per la figura dell’ex-leader della Cgil. Per esempio, la Fondazione Di Vittorio ha dato vita ad un “gruppo di lavoro Bruno Trentin” con il compito di studiare il personaggio e la sua opera, oltre che di predisporre gli strumenti atti a consentire la ricerca altrui. Sono già usciti - presso Ediesse nel 2008 - due volumi frutto di tale operazione: Bruno Trentin. Dalla guerra partigiana alla Cgil (atti di un convegno) e, di Bruno Trentin, Lavoro e libertà. Continua

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Hanno collaborato a questo numero:

Tommaso Ercolani è dottorando presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" sta svolgendo una ricerca dal titolo: Leo Strauss e Karl Löwith interpreti di Spinoza. È cultore della materia presso la cattedra di Antropologia Filosofica, dove si è laureato con una tesi dal titolo Emmanuel Lévinas interprete di Martin Buber. Dal dialogo all'etica del dialogo. Ha pubblicato il saggio Emmanuel Lévinas interprete di Martin Buber. Dal dialogo all'etica del dialogo, in I. Kajon e N. De Cumis (a cura di), Homo homini magister. Educazione e politica nel pensiero dialogico del Novecento, Lithos, Roma, 2006, pp. 194-224. Ha collaborato con "Rivista di storia della filosofia","Rassegna mensile di Israel", "Bollettino filosofico".

Giovanni Sedita è professore a contratto di Storia del sindacalismo all'Università di Camerino. E' stato borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici e della Fondazione Luigi Salvatorelli. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università “L’Orientale” di Napoli. Si interessa dei rapporti tra intellettuali e istituzioni fasciste. Ha pubblicato saggi sugli «Annali dell’Istituto italiano per gli studi storici», su «Nuova storia contemporanea», su «Storia e problemi contemporanei» e su «Strumenti critici». È autore della monografia La “Giovane Italia” di Lelio Basso, Aracne 2006.

Carlo Verri, laureato in Storia a Ca’ Foscari nel 2002, frequenta all’Università “L’Orientale” il Dottorato in Storia dell’Europa in età moderna e contemporanea, con un progetto su Silvio Trentin, personaggio su cui ha già scritto («Italia Contemporanea», n. 242). In precedenza si è occupato di revisionismo storico e di uso politico della storia («Il Calendario del Popolo», nn. 671, 672, 679, 680, 681; Università Ca’ Foscari di Venezia, Dipartimento di Studi Storici, Annali 2003; «Italia Contemporanea», n. 235), oltre che dei rapporti Stato-Chiesa nei primi anni di vita del Regno d’Italia («Mediterranea», n. 9). Collabora a titolo volontario con la cattedra di Storia contemporanea della Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Palermo.

Simone Visciola, dottore di ricerca in Studi storici per l’età moderna e contemporanea, assegnista e professore a contratto di Storia contemporanea (Storia sociale della comunicazione) presso l’Università di Firenze. È stato nominato professeur invité per l’anno accademico 2008-2009 presso l’Université de Poitiers. Si interessa del rapporto fra storiografia e politica e di storia sociale. Ha pubblicato: Il Comune popolare e l’igiene sociale a Firenze Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2003 (con D. M. Bruni); I Rosselli: eresia creativa, eredità originale, Napoli, Guida, 2005 (con G. Limone).