> In libreria. Segnalazioni e prossime recensioni

A. Döblin, Rinnovamento ebraico , Giuntina 2008, pp. 141, € 13
Alfred Döblin (1878-1957) pubblicò Rinnovamento ebraico nel novembre del 1933, in esilio a Parigi. Il saggio offre una lucida analisi della situazione politica e sociale dell'ebraismo e delle sue prospettive di rinnovamento alla luce della cesura storica costituita dall'avvento del nazismo. Tramontata l'illusione di un'assimilazione nella cultura tedesca, gli ebrei devono, secondo l'autore di Berliner Alexanderplatz, ricostituire un'identità non solo culturale, ma di popolo, e rivendicare così i loro diritti e doveri in quanto minoranza. Il saggio afferma con forza la necessità di un territorio in cui gli ebrei possano insediarsi. Pur valutando positivamente il movimento sionista, Döblin ritiene però la Palestina troppo piccola per offrire alla lunga spazio sufficiente per accogliere tutti gli ebrei e sostiene una politica di insediamento estesa a tutto il mondo, laddove esistano condizioni politiche e demografiche favorevoli. (Nota di copertina)
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P. Simoncelli, Cantimori e il libro mai edito: il Movimento nazionalsocialista dal 1919 al 1933, Le Lettere 2008, pp. 156, € 18
Delio Cantimori, tra i maggiori intellettuali italiani del ’900, ha vissuto con entusiasmo giovanile e successiva lucida adesione, l’intera parabola dell’esperimento totalitaristico. Fascista romagnolo, passionale, di tradizione mazziniana e repubblicana, poi marxista (iscritto al Pci dal 1948 al ’56), fu generazionalmente estraneo alla tradizione politico-culturale liberale. Testimone, osservatore e decrittatore della magmatica cultura politica tedesca coeva, weimariana e hitleriana, ebbe l’incarico da Gioacchino Volpe, nel 1939 (prima del patto Molotov – Ribbentrop), di scrivere una storia del partito nazista che portò a termine nel 1942 col titolo di Il Movimento nazionalsocialista dal 1919 al 1933. Volume che tuttavia, dopo essere stato inviato alla redazione dell’Istituto di studi per la politica internazionale, a Milano, Cantimori non volle più pubblicare, e di cui si persero tracce e memoria (Nota di copertina).
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M. L. Sergio, Confronto con la fede: religione civile e identità cristiana nella cultura laica della Costituente, Studium 2008, pp. 135, € 21
Nel secondo dopoguerra molti intellettuali e giuristi laici vollero confrontarsi con la concezione cristiana della politica, in riferimento soprattutto ai contenuti del personalismo e del diritto naturale.Finora poco studiato sotto questo profilo, l'universo politico liberale e azionista del periodo costituente si misurò con la sfida della riscoperta delle radici cristiane dell'identità europea e della rimeditazione dello statuto pubblico della religione come fondamento morale di una società libera e giusta.Il pensiero laico della Liberazione e dell'Assemblea Costituente suggerì la proposta di una religione civile chiamata a rifondere la democrazia del dopoguerra su orizzonti di senso ultimi e trascendenti.
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A. Ponzio, L'Accademia della Farnesina: un esperimento di pedagogia totalitaria nell'Italia fascista, Franco Angeli 2009, pp. 280, € 32
L’Accademia di educazione fisica della Farnesina, fondata nel 1928, avrebbe dovuto formare gli insegnanti di educazione fisica delle scuole medie dell’Italia fascista e gli istruttori ginnico-sportivi dell’organizzazione giovanile del regime. Ma le necessità contingenti portarono i fascisti a compiere delle scelte diverse. La Farnesina assunse, tra l’altro, il ruolo di istituto per la formazione della dirigenza maschile delle organizzazioni giovanili fasciste. L’esperimento totalitario, messo in atto per creare l’«italiano nuovo» e per indurre i giovani ad assumere dei modelli di comportamento pienamente rispondenti alla cultura fascista fu un esperimento serio di cui l’Accademia della Farnesina,rappresentò una delle punte di diamante. (Nota di copertina)




