> In libreria. Segnalazioni e prossime recensioni

G. Sedita, Gli intellettuali di Mussolini. La cultura finanziata dal fascismo, Le Lettere, Firenze 2010, pp. 246, € 20
Da quando nel dopoguerra furono rese note le sovvenzioni del ministero per la Cultura popolare fascista agli intellettuali italiani, molto si è scritto su quelli (e furono in tanti) che si piegarono a ricevere emolumenti dal regime. Bei libri, niente affatto scandalistici, sono stati scritti - tra gli altri - da Philip V. Cannistraro, La fabbrica del consenso (Laterza), e Ruth Ben-Ghiat, La cultura fascista (Il Mulino). Altri si sono applicati al tema degli artisti e scrittori che, pur avendo accettato quella compromissione con il fascismo, cercarono successivamente di nascondere quel loro passato. È il caso de I redenti. Gli intellettuali che vissero due volte 1938-1948 di Mirella Serri (Corbaccio) e di Cancellare le tracce di Pierluigi Battista (Rizzoli). Ma dagli archivi continua a uscire una sempre nuova documentazione che aggiunge particolari inediti su come avvennero quei pagamenti. Un giovane storico, Giovanni Sedita, ha studiato queste carte e ne ha tratto un libro, Gli intellettuali di Mussolini (Le Lettere), di grande interesse. (P. Mieli, «Corriere della Sera», 1 giugno 2010)
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D. Aramini, George L. Mosse. L'Italia e gli storici, Franco Angeli, Milano 2010, pp. 272, € 30.
George L. Mosse è stato uno dei più importanti storici della seconda metà del Novecento. A dieci anni dalla sua scomparsa, il volume ricostruisce, attraverso un'attenta e scrupolosa analisi della corrispondenza dello storico americano, delle recensioni ai suoi libri e dei principali lavori scritti dagli storici italiani sulle tematiche da lui affrontate, la fortuna delle ricerche di Mosse in Italia, il loro impatto e le discussioni che suscitarono. La ricerca indaga la lenta trasformazione della ricezione dei suoi lavori, partendo da quella contrastata degli anni Sessanta e Settanta, fino alla fama e ai numerosi attestati di stima che circondano oggi il nome di Mosse, tratteggiando la reale influenza di questo grande maestro della storiografia internazionale sugli studi nel nostro paese. Attraverso la lente della sua fortuna, il saggio mostra frammenti e passaggi compiuti dalla nostra storiografia, esponendo un affresco di storia del dibattito italiano su quel "cultural turn" che ha investito gli studi più recenti. Esso illustra alcuni grandi nodi storiografici che hanno contraddistinto il lungo cammino percorso negli ultimi quarant'anni dalla storiografia italiana, che ha trovato, grazie anche agli scritti e riflessioni di Mosse, al pari di altre tradizioni e indirizzi di ricerca, una fonte per meditare attorno ad alcuni problemi della recente storia europea. (Nota di copertina)
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Questo lavoro di Lamberto Pansolli sulla teoria e la prassi dell’inchiesta parlamentare dell’Italia liberale [...] rappresenta un contributo originale per l’evoluzione del sistema parlamentare e per la storia costituzionale del giovane stato nazionale. Non vi è dubbio che l’inchiesta parlamentare, come istituzione, rappresenta un momento significativo nel processo di costruzione di un moderno regime liberale nell’Italia postunitaria. [...] Questo lavoro ci permette, quindi, di comprendere meglio non solo l’evoluzione e la tipologia delle inchieste parlamentari, ma anche di approfondire la natura e il significato politico delle diverse inchieste che, spesso, rappresentarono momenti di forte scontro politico e di non facile definizione dei rispettivi poteri del parlamento e del governo. Rivedere le origini delle inchieste può essere, quindi, ancora oggi di stimolo per una riflessione teorica e politica su un istituto che ha registrato uno sviluppo crescente nell’Italia repubblicana. (Nota di copertina)
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